Alessandro e Giuseppe Laterza: “Cari editori, i supersconti non promuovono la lettura”

cari editori

Caro Presidente Levi,

abbiamo letto le tue dichiarazioni dopo l’approvazione della legge sul libro e la promozione della lettura.

Hai detto tra l’altro che la riduzione dello sconto massimo consentito provocherà un rilevante calo delle vendite e per questo la legge non è ciò che serve al mondo del libro.

E’ una posizione sbagliata e controproducente. E non perché nell’immediato si possa escludere una riduzione delle vendite, anche se l’evoluzione del mercato è sempre difficile prevedibile. Il motivo del nostro disaccordo riguarda una questione di fondo: non è il prezzo dei libri che determina il livello della lettura dei libri in Italia. E nel tempo non sarà una riduzione dello sconto che farà la differenza.

Ciò che rende più bassa la lettura dei libri nel nostro paese, rispetto anche al centro o Nord Europa (come anche l’Associazione Editori sostiene da anni) sono alcuni fattori strutturali tra cui il minore investimento nella scuola e nel sistema (pubblico e privato) della cultura.

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La promozione della lettura è legge: una buona notizia (e qualche perplessità)

senatoIl Senato ha dato via libera definitivo e all’unanimità al DL 1421 “Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura”. La legge, a prima firma Flavia Piccoli Nardelli, arriva alla fine di un lungo e tormentato iter, iniziato nel lontano 2013, vale la pena di ricordarlo, da una proposta del Forum del libro.

Nel corso degli anni il disegno di legge è naufragato più volte a causa dell’interruzione delle legislature ed ha subito molte modifiche, tra cui la più importante è quella di avere oggi al proprio interno un articolo relativo alla regolamentazione del mercato.

E’ l’articolo più controverso di tutta la legge e non è un caso che su questo si punti ora l’attenzione dei media, dopo che nei mesi scorsi si è consumato lo scontro tra le associazioni di categoria degli editori (A.I.E. vs A.D.E.I) e dei librai.

Le modifiche alla legge Levi del 2011, introdotte con questo articolo, incidono sul tetto massimo di sconto applicabile sui libri. Viene infatti ridotto lo sconto massimo, che passa dal 15 al 5 per cento e, solo per i libri adottati dalle scuole come libri di testo, dal 20 al 15 per cento. Questi limiti massimi di sconto si applicano anche alle vendite di libri effettuate per corrispondenza o tramite piattaforme digitali nella rete, mentre non si applicano alle vendite di libri alle biblioteche.

Sugli effetti pratici di questa norma, non c’è accordo, quindi, anche se le librerie indipendenti sono convintamente schierate per l’abbassamento dello sconto e ne attendevano da anni l’attuazione.

In realtà l’attenzione su questo aspetto specifico del provvedimento rischia di far passare in secondo piano gli elementi legati alla promozione della lettura, che sono tanti e che richiedono tutti, a partire dalla questione delle biblioteche scolastiche, un impegno ancora più forte.

Inizia ora il lavoro:

  • perché il “Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura” non sia un libro dei sogni o un adempimento solo formale, ma individui le priorità su cui intervenire e le traduca in azioni concrete;
  • perché il Centro per il libro e la lettura sia realmente il punto di coordinamento delle politiche nazionali per la lettura e acquisti nuovo slancio;
  • perché i “Patti locali per la lettura”, già praticati in molti Comuni, prevedano interventi concreti e verificabili per aumentare il numero di lettori abituali.
  • perché l’istituzione della Capitale italiana del libro porti realmente il libro e la lettura al centro della vita culturale e civile delle nostre città;
  • perché il tessuto delle librerie trovi a tutti i livelli (nazionale, regionale, locale) adeguata attenzione e salvaguardia;
  • perché la promozione della lettura a scuola e le misure per il contrasto della povertà educativa e culturale siano efficaci e mettano la biblioteca scolastica, e chi ci lavora, finalmente al centro di investimenti seri e duraturi.

Ora si può dire, volendo essere ottimisti, che le basi siano state costruite. Rimane il problema dell’inadeguatezza delle risorse e delle misure prese rispetto alle necessità oggettive di un più forte intervento pubblico e di un’azione più incisiva da parte di tutte le parti in causa.

Questo il testo definitivo della legge: http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/FascicoloSchedeDDL/ebook/52078.pdf