I SEMINARI DEL FORUM DEL LIBRO 2017/18

Il Forum del libro, nella sua assemblea del 21 gennaio 2017, ha preso la decisione di dedicare una parte della propria attività ad una serie di Seminari di studio interni che approfondiscano alcuni dei temi che vedono impegnati sul campo i membri dell’Associazione. Gli incontri saranno rivolti innanzitutto ai soci e potranno coinvolgere altre persone interessate sia nella conduzione dell’incontro che nell’ascolto e partecipazione alla discussione. Qui di seguito il programma completo e il dettaglio dei primi tre incontri.

8 aprile I cambiamenti nelle abitudini e negli strumenti di lettura Gino Roncaglia

6 maggio Editoria, mercato e lettura: domani e dopodomani. Appunti per una discussione. Bruno Mari

10 giugno La biblioteca del presente. Alla ricerca di nuovi modelli Maurizio Caminito

14 ottobre Librerie e librai: nuovi format e nuove competenze. Aldo Addis
Interventi:
Aldo Addis, Il mercato delle librerie. Un’introduzione
Ilaria Milani, “Librerie di Roma”, le librerie romane fanno rete
Cristina Di Canio (o Carmelo Calì), Comunicare la libreria 

9 dicembre Scuola, libri, lettura Carla Ida Salviati
Interventi:
Carla Ida Salviati, Lettura a scuola. Un’introduzione.
Bruno Mari, I numeri del mercato editoriale dello scolastico.
Aldo Addis, Libreria e scuola. Mercato dello scolastico e mercato della libera lettura a scuola; incidenza mercato dell’usato.
Gino Roncaglia, Manuali e tecnologie per la ricerca e la lettura a scuola. Il punto sul Piano nazionale Scuola Digitale/La biblioteca scolastica innovativa
Alessandro Laterza, Commento critico agli interventi

20 gennaio 2018 Dati, parole, algoritmi: nuove prospettive di analisi per il settore editoriale.  Chiara Faggiolani
Interventi:
Chiara Faggiolani, Conoscere il lettore: una introduzione
Lorenzo Verna, Gli algoritmi per conoscere il lettore: introduzione al machine learning e ai sistemi di raccomandazione
Maurizio Vivarelli, Centralità della raccolta e cura dei dati in quanto risorsa per la conoscenza del lettore.
Discussione sui temi trattati

PRIMO INCONTRO

GINO RONCAGLIA 8 aprile 2017 (discussant Nicola Cavalli e Giulio Blasi)

I cambiamenti nelle abitudini e negli strumenti di lettura
Come già annunciato, al centro di questo incontro saranno i temi della concorrenza sul tempo fra le nuove risorse informative digitali e la forma-libro tradizionale, dei cambiamenti nella dieta mediatica (in particolare delle giovani generazioni), degli strumenti e della specificità della lettura digitale. Nell’affrontare questi argomenti, potremo esaminare e discutere insieme indagini e progetti come TiLeggo e Living Book, alla cui elaborazione hanno partecipato anche alcuni di noi, nonché da altre analisi nazionali e internazionali sull’evoluzione della dieta mediatica nell’ultimo ventennio. Nella sintesi distribuita a suo tempo, erano indicati fra gli aspetti da approfondire da un lato le nuove modalità di lettura legate a forme di testualità diverse dal libro e alla maggiore diffusione di contenuti granulari (a volte serializzati, a volte no), dall’altro il ruolo che deve essere riconosciuto, prima nella crescita e poi nella stasi (almeno apparente) dell’editoria digitale e in particolare degli e-book, all’aspetto strettamente tecnologico. Se infatti personalmente ho sempre criticato il determinismo tecnologico, ho anche l’impressione che per far crescere il mercato dell’editoria digitale ci siano delle precondizioni tecnologiche non ancora soddisfatte, o almeno non ancora pienamente soddisfatte. Mi sembra interessante cercare di individuare queste precondizioni, capire quanto siamo lontani dalla capacità di soddisfarle, e – fermo restando che l’innovazione è per definizione difficilissima da prevedere – capire quale sia lo spazio di possibilità al cui interno si potrebbero prevedibilmente muovere le innovazioni che ancora “mancano”.

Concretamente, penserei di organizzare il mio intervento in quattro sezioni principali:
1. Le caratteristiche dell’ecosistema digitale come ambiente di lettura: le forme di testualità digitale diverse dalla forma-libro, e le loro caratteristiche; granularità vs. complessità; il rapporto fra la serialità e i nuovi modelli di testualità digitale.
2. La presenza della forma-libro nell’ecosistema digitale: l’evoluzione degli e-book e la situazione attuale. L’evoluzione dei dispositivi. L’evoluzione di software e piattaforme di lettura. L’evoluzione dei contenuti. E-book aumentati vs. lettura aumentata. La diffusione degli e-book: scalino e differenziazione dei mercati; modelli distributivi e piattaforme. Alcuni fra i problemi irrisolti. Cenni sulla situazione dell’editoria scolastica.
La concorrenza sul tempo: quali dati abbiamo, e come interpretarli?
Digitale e strategie per la promozione della lettura. Il progetto Living Book: approfondimento dell’idea di lettura aumentata e strategie per stimolarla. Gruppi di lettura e lettura aumentata. Quali strumenti per i gruppi di lettura? Allego in forma di file alcuni materiali che possono essere utili come spunti di discussione o di approfondimento. (qui:
https://dl.dropboxusercontent.com/u/3075864/Materiali_seminario_Roncaglia_8_aprile_2017.zip).
Tre articoli miei (che alcuni dei partecipanti conosceranno già…):

“Le metamorfosi della lettura” (pubblicato in Chiara Faggiolani e Maurizio Vivarelli, a cura di: Le reti della lettura. Tracce, modelli, pratiche del social reading, Editrice Bibliografica, Milano 2016, pp. 21-51 – anche gli altri contributi presenti nel volume sono rilevanti per la nostra discussione);
“Scuola e letture aumentate” (pubblicato in La biblioteca aperta. Tecniche e strategie di condivisione, Editrice Bibliografica, Milano 2017, pp. 139-144);
“Mercati divergenti?” (pubblicato on-line sul sito IlLibraio.it: http://www.illibraio.it/libri-cartacei-ebook-mercati-divergenti-339560/).
Il Global study GfF “Frequency of reading books” (sito di riferimento: http://www.gfk.com/insights/report/global-study-frequency-of-reading-books/).
La presentazione ComScore (Fabrizio Angelini) “Internet in Italia – I trend del 2017” (da http://www.primaonline.it/wp-content/uploads/2017/02/ComScore_Internet.pdf).
La presentazione di Data Guy “Print vs Digital, Traditional vs Non-Traditional, Bookstore vs Online: 2016 Trade Publishing by the numbers” al Digital Book World 2017 (tratta da http://authorearnings.com/report/dbw2017/).
Il report Buzz Marketing Group “Multicultural Millennials USA” 2016, tratto da http://buzzmg.com/wpcontent/uploads/2016/11/MulticulturalMillennialsReport_FINAL.pdf.
L’analisi delle risposte al questionario del progetto Treccani TiLeggo
Il documento EU sulla promozione della lettura nell’ecosistema digitale (sito di riferimento:
https://bookshop.europa.eu/en/promoting-reading-in-the-digitalenvironment-pbNC0116152/).

SECONDO INCONTRO

BRUNO MARI 6 maggio 2017 (discussant Giuseppe Laterza)

Le prospettive del mestiere editoriale

  1. Editoria di cultura e editoria commerciale: polarizzazioni e interazioni
  2. 2010 – 2020: il mercato del libro ieri, oggi e domani- I cambiamenti nelle performance dei generi (indebolimento della fiction).
  3. – Le trasformazioni nei canali dal 2010 a oggi (crisi irreversibile della GD, difficoltà crescenti delle librerie individuali e affiliazione alle catene di franchising, e-commerce dei libri in formato fisico e digitale.
  4. Quali prospettive a breve e medio termine- Evoluzione possibile dei generi.
  5. – Le prospettive dei canali nel prossimo futuro (radicale trasformazione del modello commerciale nella GD, qualità dei servizi come prospettiva competitiva delle librerie – individuali e di catena –, la crescita inarrestabile dell’e-commerce).
  6. I problemi da affrontare – Disintermediazione (in 10 anni la quota di mercato disintermediata dalle strutture commerciali tradizionali passerà dal 5% al 40%. Quali problemi comporta per gli editori.
  7. – Digitale (dalla grande paura a una possibile incorporazione).
  8. – Distribuzione (riduzione drastica delle opportunità di scelta).
  9. Il futuro dei libri e i libri del futuro – Come “aumentare” i libri per davvero senza accontentarsi dei giochini.
  10. – L’irrinunciabile funzione della critica e dell’editore per orientare i lettori nella libreria universale.
  11. – Digitalizzazione e economia della coda lunga.

TERZO INCONTRO

MAURIZIO CAMINITO 10 giugno 2017 (discussant Andrea Zanni, Massimo Belotti, Cecilia Cognini)

La biblioteca del presente. Alla ricerca di nuovi modelli

Per circoscrivere le tante tematiche che riguardano le biblioteche e che mi è sembrato interessante proporre in questo breve ciclo di studio e riflessione avviato dal Forum del libro, penso di affrontare un aspetto che si potrebbe definire come “alla ricerca di nuovi modelli”, anche se più che di nuovi modelli si può parlare oggi di un insieme di ricerche ed esperienze che si propongono, all’interno dell’eco-sistema digitale, di aggiornare il tradizionale modello della public library.Dopo questa mia presentazione la giornata si articolerà in un discorso a più voci. Seguiranno alcuni approfondimenti:

Massimo Belotti, direttore di Biblioteche Oggi e ideatore nonché organizzatore del Convegno delle Stelline che si svolge annualmente a Milano da 22 anni, riassumerà gli spunti più interessanti emersi nel convegno di quest’anno: “Digitale e sociale: verso l’open library” e ci aiuterà a fare emergere i temi più importanti che sono stati affrontati in quella sede. Il suo intervento ha come titolo: “Prove di biblioteca aperta: alcune suggestioni dal Convegno delle Stelline“.

Cecilia Cognigni, della Direzione cultura, educazione e gioventù del Comune di Torino, interverrà sull’esperienza di un festival cittadino che ha coinvolto le biblioteche civiche torinesi, con “Pubblico dominio #Open Festival a Torino: un esempio di valorizzazione della cultura Open in ambito bibliotecario”.

Andrea Zanni, bibliotecario digitale all’Università di Bologna e membro del board di Wikimedia Italia, nonché volontario per Wikipedia e Wikisource dal 2005, analizzerà il tema della biblioteca come piattaforma aperta, con l’intervento “Biblioteche e open data“.

Riporto qui la parte iniziale del mio intervento.

RIDISEGNARE LE BIBLIOTECHE PUBBLICHE

Le biblioteche pubbliche, che sono profondamente radicate nella storia delle città e delle comunità europee e in quelle d’oltre-oceano, sono attualmente sottoposte a profondi cambiamenti, dovuti alla rapida evoluzione delle tecnologie delle informazioni da un lato e delle condizioni socio-economiche dall’altro. La possibilità di accedere “facilmente” ad informazioni di ogni tipo sul web ha messo in crisi in questi ultimi anni il ruolo tradizionale della biblioteca. L’utente remoto non va verso la biblioteca (anche perché non è abituato ad apprezzarne la qualità specifica), ma verso Internet, che, anche se solo apparentemente, offre tutto e “non dice mai di no”. Eppure ancor oggi in molte comunità in Europa le biblioteche sono gli unici luoghi in cui una persona, a prescindere dal proprio livello di formazione e di capacità, può avere accesso all’informazione, anche se la crisi economica ha colpito pesantemente i servizi di biblioteca, spesso ridotti e contenuti a causa dei tagli. La discussione, comunque, verte, non tanto (o non solo) sulla sostenibilità economica dei servizi di biblioteca, quanto sull’identità dei servizi stessi.
“Le biblioteche sono istituzioni locali in un mercato dell’informazione e della conoscenza che è globale e viaggia prevalentemente sulla rete”[1]
Come tenere uniti il ruolo sociale delle biblioteche,[2] molto legato al territorio in cui si collocano, mantenendo uno “specifico bibliotecario”, e nel contempo rispondere alle sfide globali del digitale? Questa duplice necessità è presente in molti studi e documenti internazionali recenti, a partire da quello più “solenne”: la Dichiarazione di Lione sull’Accesso all’Informazione e lo Sviluppo (agosto 2014)[2] firmata dall’IFLA e da 604 istituzioni culturali di tutto il mondo, tra cui 18 italiane[3].
Le Nazioni Unite stanno negoziando una nuova agenda per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Questa agenda guiderà tutti i paesi nell’approccio al miglioramento della vita delle persone, e delineerà una nuova serie di obiettivi che dovranno essere raggiunti nel periodo 2016-2030. […] L’accesso all’informazione supporta lo sviluppo perché dà il potere alle persone, soprattutto a quelle ai margini della società e che vivono in povertà, di:

  • Esercitare i loro diritti civili, politici, economici sociali e culturali.
  • Essere attive, produttive e innovative dal punto di vista economico
  • Imparare ed applicare nuove abilità.
  • Arricchire la loro identità ed espressione culturale
  • Prendere parte ai processi decisionali e partecipare ad una società civile attiva ed impegnata.
  • Creare soluzioni basate sulla comunità per rispondere alle sfide dello sviluppo
  •  Assicurare affidabilità, trasparenza, buon governo, partecipazione e legittimazione.
  • Misurare il progresso dello sviluppo sostenibile negli impegni presi dal settore pubblico e privato. […]
  • Gli intermediari dell’informazione come le biblioteche, gli archivi, le Organizzazioni della Società Civile, i leader della comunità e i media hanno le capacità e le risorse per aiutare i governi, le istituzioni e gli individui a comunicare, organizzare, strutturare e capire i dati essenziali allo sviluppo.

Sia negli Stati Uniti che nel Nord Europa sono state sviluppate nuove metodologie e progetti pilota al fine di “reinventare” il ruolo delle biblioteche pubbliche come centri di innovazione a forte valenza sociale. Questa riflessione ha avuto come punto di riferimento il Model Programme for Public Libraries[5] varato dalla Danish Agency for Culture, che a partire dal 2013 ha istituito un premio “per la miglior biblioteca del mondo” e che in questi ultimi anni con la sua attività ha attirato l’attenzione di professionisti, bibliotecari e semplici cittadini. Al centro dell’analisi della Danish Agency viene posta l’esigenza di un nuovo modello per la biblioteca pubblica. In virtù dell’evoluzione della società dell’informazione, caratterizzata da un lato dall’uso delle tecnologie digitali sempre crescente e dall’altro dalla frantumazione del concetto di lettore in varie tipologie di user, tutte le biblioteche pubbliche sono chiamate ad affrontare due grandi sfide. La prima è la pressione costante a fornire contenuti digitali. La seconda è quella della gestione di gruppi di utenti molto più differenziati e con esigenze radicalmente mutate. Lo spirito del programma viene così riassunto:
A differenza della biblioteca classica, caratterizzata da processi transazionali quali domande/risposte e prestiti/restituzioni, la nuova biblioteca è piuttosto caratterizzata da processi aperti, dinamici e relazionali. È sempre più difficile impostare una formula unica per le molte funzioni della biblioteca. La ‘taglia unica’ (onesize-fits-all) non è più applicabile. Il layout, le funzioni e l’offerta di servizi della singola biblioteca devono essere visti in relazione al particolare ambiente e, non ultimo, al target di utenza cui la biblioteca si rivolge.
L’identificazione tra biblioteca e centro civico, spazio d’incontro e di interazione sociale, ha trovato un suo punto di sintesi nella progettazione di Dokk1, la biblioteca di Aarhus[6] in Danimarca, inaugurata nel giugno del 2015 e presentata a livello internazionale a settembre nel corso del Next Library Festival 2015[7], una quattro giorni di dibattiti, incontri e testimonianze che ha coinvolto una numerosa comunità internazionale di bibliotecari[8]. Il progetto di Aarhus è importante oltre che per i suoi esiti, anche per il fatto di essere stato programmaticamente accompagnato da un duplice processo di condivisione, con la comunità locale da un lato e con la comunità internazionale dei bibliotecari dall’altro. Il risultato di questa doppia interazione ha prodotto una sorta di manuale per la progettazione di una biblioteca contemporanea, il Design Thinking Toolkit for Libraries[9], creato da una grande società di design, IDEO, all’interno di un progetto sostenuto dal programma Global Libraries e dalla Fondazione Bill e Melinda Gates, in collaborazione con la rete Bibliotecaria di Chicago e le Biblioteche di Aarhus in Danimarca. Questo è lo strumento che anche alcune biblioteche italiane (in particolare il CSBNO – Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest) si propongono di utilizzare per sperimentare un nuovo modo di progettare la biblioteca e i suoi servizi insieme agli utenti. Numerosi sono gli studi, anche all’interno della comunità bibliotecaria italiana, che hanno ripreso il tema dell’analisi qualitativa, e non più soltanto quantitativa, di quanto viene offerto dalla biblioteca (in termini di spazi, servizi, stimoli, incontri ed esperienze), che riguarda anche gli aspetti soggettivi e psicologici delle motivazioni, dei bisogni e della percezione del servizio da parte degli utenti:
“Oltre a delineare il profilo del pubblico e a misurare il loro grado di soddisfazione rispetto ai servizi, occorre prendere in considerazione quei processi che presiedono alle decisioni di fruizione del servizio in relazione alla percezione, alle motivazioni, ai desideri e al significato sociale in termini di aggregazione e di esperienza esistenziale che l’individuo attribuisce alla frequentazione del luogo biblioteca[10]”.
Le riflessioni che vanno sotto il nome di “biblioteconomia sociale” rappresentano per certi versi un passo ulteriore delle ricerche sulla soddisfazione degli utenti e quelle sulla misurazione dell’impatto delle biblioteche: trattano dell’identità percepita della biblioteca, del significato che l’utente (anzi i singoli diversi utenti) attribuiscono soggettivamente alla biblioteca. Al valore sociale che le assegnano. Anche se sarebbe sbagliato affermare che la biblioteconomia sociale si occupa della funzione sociale delle biblioteche oppure soltanto di quelle pubbliche.
Questa rivoluzione copernicana che sposta l’asse dall’interno della biblioteca all’esterno, frammentandone le tracce e in qualche modo l’identità, pone al mondo bibliotecario – anche di fronte ai pesanti tagli determinati dalla crisi economica e dalla progressiva obsolescenza di alcune sue peculiarità – importanti interrogativi sui propri compiti e, prima ancora, su come esse siano percepite dalla società nel suo complesso, che finora ne ha supportato finanziariamente le attività e i servizi. In particolare, diventa cruciale per le biblioteche comprendere quale idea della biblioteca prevale nell’immaginario collettivo e nell’opinione pubblica e verificare come al suo interno si relazionano la dimensione fisica e quella digitale della biblioteca.[11]

NOTE

[1] https://www.slideshare.net/AnnaGalluzzi/biblioteche-accesso-alla-conoscenza-tra-dimensione-locale-e-globale
[2] A. Agnoli: “Le biblioteche non hanno un futuro se non sociale e devono ormai essere viste come parte di un moderno sistema di welfare, come uno strumento indispensabile per superare la crisi e avviare la ricostruzione del paese.” – Il Sole 24 Ore – (http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2011-11-18/homeless-biblioteca-132836.shtml?uuid=AazSwbME )
[3] http://www.lyondeclaration.org/content/pages/lyon-declaration-it.pdf
[4] A.I.B., Associazione Biblioteche Oggi, Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza, Biblioteca Statale di Montevergine (AV), Casa Internazionale delle donne di Trieste, Club UNESCO di Trento, Fondazione BEIC di Milano, Fondazione Mondadori, Ass. Internazionale Biblioteche musicali- Sezione Italia, (IBBY), ICCU, Istituto Superiore di Sanità, Comune di Milano, Nati per leggere, Istituzione Biblioteche di Roma, Centro di Documentazione del Touring Club, SBA dell’Università di Padova, SBA dell’Università di Torino, Wikimedia Italia.
[5] http://modelprogrammer.slks.dk/en/about-the-programme/why-do-we-need-a-model-programme-for-public-libraries/
[6] La biblioteca di Aarhus (https://dokk1.dk) è stata premiata come “miglior biblioteca del mondo” al congresso IFLA 2016.
[7] www.nextlibrary.net
[8] Il gruppo è parzialmente rappresentato anche su Twitter, all’indirizzo twitter.com/nextlibrarycrew; al Festival erano presenti oltre 300 professionisti provenienti da 28 Paesi, tra cui Australia, Cina, Repubblica Ceca, Repubblica Democratica del Congo, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Nuova Zelanda, Norvegia, Pakistan, Polonia, Repubblica di Moldavia, Singapore, Slovenia, Svezia, Paesi Bassi, Ucraina, Regno Unito e Stati Uniti d’America.
[9] Il toolkit, la cartella di lavoro e la guida rapida possono essere scaricati gratuitamente qui: www.designthinkingforlibraries.com. Il Design Thinking ha un forte interesse per modalità di ricerca “user centric” con osservazioni sul campo, dove il designer si avvicina e descrive le situazioni reali del quotidiano partendo dalle esperienze che provengono dal basso, per capire meglio come le persone interagiscono con i prodotti/servizi.
[10] Chiara Faggiolani, La ricerca qualitativa per le biblioteche. Verso una biblioteconomia sociale, Milano, Editrice Bibliografica, 2012, vedi p. 29
[11] Anna Galluzzi, Libraries and public perception. A comparative analysis of the European Press, Oxford, Chandos Publishing, 2014
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